Gli afidi del peperone, un progetto di ricerca regionale

Gli afidi su peperoni coltivati in serra possono essere particolarmente difficili da contenere, perché le condizioni ideali di temperatura e umidità nei tunnel possono favorire la rapida proliferazione di questi insetti.

Inoltre, l’ambiente chiuso favorisce la diffusione dell’infestazione con i conseguenti danni diretti e la trasmissione delle malattie virali che si diffondono facilmente in uno spazio confinato. A seguito della comparsa di Halyomorpha halys il controllo degli afidi nel periodo estivo risulta complesso, in quanto gli insetticidi impiegati per il contenimento della cimice asiatica hanno un effetto secondario negativo sugli ausiliari che vengono lanciati.

Inoltre il reiterato impiego di formulati con il medesimo meccanismo di azione fa sospettare l’insorgenza di resistenze. Agrea Centro Studi in collaborazione con il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università degli studi di Verona ha partecipato al progetto di ricerca “Indagini per il controllo dell’afide sul peperone in serra” finanziato da Veneto Agricoltura.

In particolare, è stato eseguito un monitoraggio delle popolazioni afidiche per la valutazione delle soglie di intervento e l’esecuzione di una prova sperimentale per verifica l’efficacia di alcuni microorganismi e prodotti biologici nei confronti degli afidi e l’interferenza nei confronti degli ausiliari (predatori e parassitoidi) degli stessi formulati.

I risultati evidenziano che per il contenimento degli afidi in serra è necessario intervenire all’apparire delle prime colonie e che i prodotti non di sintesi sono necessarie diverse applicazioni con cadenza settimanale.

Dopo ulteriori analisi di sostenibilità economica, i dati raccolti verranno impiegati per la pianificazione di strategie di difesa a basso impatto ambientale.

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Figura 1: a-colonia di Afide delle cucurbitacee (Aphis gossypii); b-colonia di Afide verde del pesco (Myzus persicae). (Foto Zanoni M.)

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Figura 2: a- Serre cultivar peperone EPPO; b-colonia di Myzus persicae. (Foto Lanza F.)

Figura 3: testimone non trattato della prova sperimentale (Foto Lanza F.)

Figura 4.1 Biosaggio effetti collaterali con Crisoperla carnea

Figura 4.2 Biosaggio effetti collaterali con Aphidius colemani