Pianta di Erigeron canadensis infestante in vigneto

Pseudococcus comstocki: un nuovo parassita della vite sotto osservazione

Un approfondimento sulle più recenti ricerche effettuate da Agrea sulla cocciniglia Pseudococcus comstocki, un insetto parassita che da qualche anno si sta diffondendo notevolmente sulla vite.

Agrea sta conducendo un monitoraggio intensivo su Pseudococcus comstocki, un insetto parassita noto anche come cocciniglia farinosa del pesco, che normalmente prolifera sulle colture di melo, pero, pesco, susino. Da qualche anno si sono registrate segnalazioni anche su vite. Lo studio di Agrea, curato dal Dott. Enrico Marchesini, analizza la biologia e le strategie di difesa integrata per limitare i danni economici nei vigneti del Nord Italia.

La diffusione di Pseudococcus comstocki in Italia

La gestione delle cocciniglie in vigneto è diventata una priorità a causa della costante crescita delle popolazioni e della comparsa di nuove specie. Tra questi Pseudococcus comstocki, una cocciniglia che rappresenta una minaccia emergente.

Pseudococcus comstocki è stata segnalata per la prima volta in Italia nel 2004, si è diffusa in pochi anni nel Veneto e in Emilia-Romagna.

Il ciclo di vita di Pseudococcus comstocki

Specie polivoltina, nell’areale del Nord Italia sviluppa tre generazioni annuali. Lo svernamento è sostenuto dalle uova raccolte in ovisacchi cerosi riparati sotto il ritidoma lungo tutto il ceppo della vite, ma con tendenza alla concentrazione nella parte bassa, a livello del colletto, e nella parte alta del ceppo, dove si diramano i tralci.

A fine marzo compaiono le neanidi di prima età che per un po’ di tempo rimangono in prossimità dell’ovisacco sotto la corteccia e successivamente migrano alla base dei tralci verdi e sulle foglie basali.

Tra fine aprile e i primi di maggio si osservano femmine di seconda e terza età sulla pagina inferiore delle foglie, mentre le femmine adulte compaiono a partire da metà maggio con la tendenza a formare delle piccole colonie alla base dei germogli, sulle foglie e anche sotto il ritidoma in prossimità della diramazione dei tralci.

Verso la fine di maggio le femmine mature di prima generazione producono l’ovisacco ceroso contenente centinaia di uova; segue la migrazione delle neanidi lungo i tralci che diffondono l’infestazione su tutta la vegetazione. Lo sviluppo degli stadi giovanili si completa a metà giugno con la comparsa delle femmine ovigere le quali producono gli ovisacchi.

La nascita delle neanidi si verifica a fine giugno e per tutto il mese di luglio si ha lo sviluppo della seconda generazione. Aggregazioni di femmine di diversa età si riscontrano non solo sulle foglie e sui tralci ma anche sui grappoli.

Ai primi di agosto sono presenti femmine con ovisacco e, a partire dalla seconda decade del mese, compaiono le neanidi migranti che infestano soprattutto i grappoli e danno origine alla terza generazione.

Verso la terza decade di settembre le femmine mature si spostano alla base dei tralci e lungo tutto il tronco della vite per deporre gli ovisacchi riparati nelle anfrattuosità del ritidoma. Questi ovisacchi sono destinati a passare l’inverno.

Pseudococcus comstocki non è l’unica cocciniglia che può attaccare i vitigni: per approfondire la conoscenza sulle altre specie vi invitiamo a leggere questo articolo sulle cocciniglie della vite.

Cose utili da sapere su Pseudococcus comstocki

Come si riconosce Pseudococcus comstocki?
L’identificazione è relativamente semplice: benché appaia visivamente simile a Planococcus ficus e Heliococcus bohemicus, lo Pseudococcus comstocki si distingue da altre specie simili per la presenza di 17 raggi cerosi per lato, con gli anali visibilmente più lunghi. La presenza di formiche sui ceppi è spesso un indicatore affidabile dell’infestazione, poiché queste proteggono le cocciniglie per nutrirsi della loro melata.

Quali danni può provocare alla vite Pseudococcus comstocki?
Provoca danni pesanti alla vite per le punture di nutrizione che sottraggono linfa elaborata e per l’emissione di abbondante melata, su cui si sviluppano fumaggini, che insieme alla cera imbrattano le parti invase (foglie, grappoli) e la vegetazione sottostante. Trasmette virosi come l’accartocciamento fogliare (GLRaV).